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Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi....

Riapre. Non riapre. Riapre ma con due metri di distanza.  No uno. No, due e mezzo. Con orario ridotto. Monte ore ridotto. Classi ridotte, spazi ridotti. Ma le classi vanno divise. Ma gli spazi all’aperto. Ma se piove. Ma senza mascherina. Con la mascherina. Se si, se no, semmai, chissà. E intanto, le settimane passano.

Le luci nelle case degli altri

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Le luci nelle case degli altri era il titolo di un bellissimo romanzo di Chiara Gamberale Senza entrare in dettaglio, per ovvii motivi, la sensazione che ho vissuto e sto vivendo in questi mesi di smart working, lavoro a distanza, videolavoro, è questa: la videoconnessione mi ha portato a vedere "le luci nelle case degli altri".... ho visto condizionatori vecchi di vent'anni ho visto armadi in stile vittoriano ho visto cucine stile Ikea, stile rustico, stile toscano, stile dandy... ho visto librerie nutritissime, e librerie spoglie ho visto quadri belli, quadri brutti ho visto webcam spente, che una volta accese per esplicita richiesta, facevano emergere il pudore di chi non l'aveva accesa rispetto all'ambiente in cui si trovata ho visto zuccheriere e zucchini, bottiglie d'acqua e macchine da caffè a cialde... ho visto volti incuriositi, impauriti, preoccupati, ho visto... ... e sono contento di averlo visto, perchè quello che c'è dietro le vite ...

Ti conoscono mascherina

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Si torna a scuola. Con un metro di distanza: fra alunni? o fra i banchi? Gel igenizzante a fiumi. Orari spezzati. Attività all'aria aperta. Ma soprattutto, cambia l'appello. Viste le disposizioni, non diremo più "Marco Bianchi Presente" ma "Ti conosco mascherina"

Saremo migliori

Quando gli slogan si scontrano con la realtà, miserabilmente si frantumano in mille pezzettini. C'è solo da sperare che nessuno se li becchi in faccia o gli conficchino nella pelle, quei pezzettini di slogan

Laicità

Accade di sentir dire, dalla figura di spicco di una delle forze che ha ricevuto il maggior numero di voti in assoluto nelle recenti elezioni del 4 marzo, che "non esiste più destra e sinistra, sono concetti superati". Certo, si comprende che quella figura di spicco debba, necessariamente, ribadire a chi lo ha votato, e soprattutto ai propri eletti, che loro non sono nè destra nè sinistra, altrimenti rischiano, per "indefinizione", di scivolare "a destra" o "a sinistra". Cerchiamo però di andare oltre la crosta delle etichette storicamente intese, e cerchiamo di trovare un minimo comune denominatore per capire cosa può essere definibile "di destra" o "di sinistra" Partiamo dal concetto di "laicità": un concetto che dovrebbe essere patrimonio comune, dopo 70 anni di storia repubblicana. Uno Stato laico, realmente tale, dovrebbe (in linea teorica sia chiaro) garantire la possibilità di esercizio di alcuni diritti u...
In fase post elettorale nazionale