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Visualizzazione dei post da maggio, 2020

Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi....

Riapre. Non riapre. Riapre ma con due metri di distanza.  No uno. No, due e mezzo. Con orario ridotto. Monte ore ridotto. Classi ridotte, spazi ridotti. Ma le classi vanno divise. Ma gli spazi all’aperto. Ma se piove. Ma senza mascherina. Con la mascherina. Se si, se no, semmai, chissà. E intanto, le settimane passano.

Le luci nelle case degli altri

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Le luci nelle case degli altri era il titolo di un bellissimo romanzo di Chiara Gamberale Senza entrare in dettaglio, per ovvii motivi, la sensazione che ho vissuto e sto vivendo in questi mesi di smart working, lavoro a distanza, videolavoro, è questa: la videoconnessione mi ha portato a vedere "le luci nelle case degli altri".... ho visto condizionatori vecchi di vent'anni ho visto armadi in stile vittoriano ho visto cucine stile Ikea, stile rustico, stile toscano, stile dandy... ho visto librerie nutritissime, e librerie spoglie ho visto quadri belli, quadri brutti ho visto webcam spente, che una volta accese per esplicita richiesta, facevano emergere il pudore di chi non l'aveva accesa rispetto all'ambiente in cui si trovata ho visto zuccheriere e zucchini, bottiglie d'acqua e macchine da caffè a cialde... ho visto volti incuriositi, impauriti, preoccupati, ho visto... ... e sono contento di averlo visto, perchè quello che c'è dietro le vite ...

Ti conoscono mascherina

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Si torna a scuola. Con un metro di distanza: fra alunni? o fra i banchi? Gel igenizzante a fiumi. Orari spezzati. Attività all'aria aperta. Ma soprattutto, cambia l'appello. Viste le disposizioni, non diremo più "Marco Bianchi Presente" ma "Ti conosco mascherina"

Saremo migliori

Quando gli slogan si scontrano con la realtà, miserabilmente si frantumano in mille pezzettini. C'è solo da sperare che nessuno se li becchi in faccia o gli conficchino nella pelle, quei pezzettini di slogan